Calendario 2017-2018

 

Carissimi

vi inviamo in allegato il calendario delle attività regionali del nuovo anno 2017-2018.
Un caro e fraterno saluto a tutti con l'augurio di un buon inizio delle attività.
Buona strada
Maurizio e Monica 

 

allegato pdf

(con il pdf arrivatoci abbiamo aggiornato il "Google Calendar" che trovate nella colonna sinistra della pagina del sito internet!)



 

 



IMPRESSIONI DI... VALDAGNO

 

Ciao Monica&Maurizio, vi mando un articolo scritto dal mio Magister sull'esperienza di Valdagno;

è una piccola risposta alla sollecitazione giusta di avere dei riscontri su l'operato del nostro Movimento nei diversi livelli.
ciao e buon lavoro
Silvana, Comunità di Caldiero (Verona)

 

 

17 Settembre 2017

A Valdagno Assemblea Regionale MASCI Veneto

Siamo partiti in pochi, senza particolari entusiasmi, ma con la consapevolezza dell’importanza di questo impegno regionale. Comporta sempre un piccolo sforzo partecipare ad eventi come questo, anche se l’esperienza insegna che ogni volta che si partecipa si torna a casa decisamente arricchiti. Ogni atto che aiuta ad allargare la visuale e il cerchio dei nostri rapporti è scomodo e, al contempo, arricchente.
La giornata si apre ufficialmente, al nostro arrivo in una Valdagno deserta, all’insegna del cielo uggioso e plumbeo che avvolge spesso questa zona. Già l’atto di parcheggiare l’auto lungo la via che corre a fianco dell’enorme complesso industriale Marzotto è un’azione significativa, che invita alla riflessione.
Ammiriamo al nostro fianco questi esempi di recente “Archeologia industriale”. Che strano! Una volta per archeologia si intendevano i resti della presenza umana risalente a millenni or sono. In questo caso il termine archeologia si riferisce ad edifici risalenti a un secolo fa’, edifici il cui ciclo vitale si è sviluppato ed esaurito nell’arco di qualche decennio.
La nostra assemblea elettiva si celebra in un paese in cui tutto - monumenti, case, industrie, servizi urbani … - parla dell’opera del cavaliere o conte Marzotto. Un maestoso monumento, in prossimità del centro storico, lo raffigura imponente, dinanzi ai simboli del suo lavoro, con gli estremi della sua vita 1820-1910.
Valdagno è un paese che è cresciuto ed è prosperato grazie alle industrie dei tessuti. Un paese che ha accompagnato, in anni a noi più vicini, l’inevitabile declino di una realtà industriale tanto massiccia, ma che ha saputo conservare una sua forte vitalità. Come a dire che non esiste mai la parola fine: anche da un processo di declino possono nascere segnali di una nuova, inedita, vitalità. La vitalità di un paese, o di un movimento, comunque di gente disposta ad andare avanti, a continuare il proprio processo di crescita. Anche questo c’entra con le tematiche del MASCI: soprattutto la tematica riguardante la formazione. Formazione è attitudine tipica della persona che sa rimettersi in gioco in continuazione, rimodulando la propria identità, le proprie convinzioni a seconda dei differenti stimoli che la realtà lo obbliga ad affrontare. E rimettersi in gioco vuol dire anche saper cambiare, per crescere. Non continuiamo a parlare di formazione permanente? Di consapevolezza di dover crescere sempre, in modo speciale come adulti?
Come è cambiato, nel passato, questo centro grazie all’avvento della fortuna dei tessuti? E come deve esser cambiato, nuovamente, quando queste industrie hanno preso un’altra strada! E’ cambiato, appunto, non morto!
Per restare in tema di suggestioni immaginifiche: il tempo tetro e nuvoloso che, al nostro arrivo di primo mattino, ci ha fatto incontrare un paese assonnato e deserto è stato sostituito, al momento della nostra partenza, da un pomeriggio pieno di sole
luminoso e dalla presenza di tanti giovani che si destreggiavano nella piazza e nelle vie del centro storico in diverse attrazioni ed esercizi sportivi di un tempo.
Non abbiamo avuto il tempo di visitarla, ma dal piccolo approccio che abbiamo avuto con lei è rimasta l’immagine di una cittadina ancora capace di esprimere tanta vitalità.
Dal declino una nuova vitalità. Ottimo pensiero per ricominciare il cammino Masci di questo nuovo anno. Certo che il bagaglio del passato può essere anche una realtà pesante, per certi versi incombente. Cosa c’entrano questi enormi edifici con la realtà odierna di questo centro? Quanta gente ci ha lavorato in passato. E oggi cosa rimane di loro? Potranno ancora servire a qualcosa? Tutto sembra parlare di un passato che non c’è più. Eppure la storia va avanti, la vita prosegue, è un divenire incamminato sempre in direzione del futuro. E vi è appunto storia, vi è vita quando si è capaci di immaginarci il futuro, anche a partire da un passato tanto ricco.
Iniziamo con semplicità e decisione i lavori della giornata.
Dopo la significativa preghiera iniziale passiamo all’elezione della coordinatrice che affiancherà Maurizio dopo che Chiara è entrata nel Nazionale. Si tratta di Monica di Monastier, un gruppo MASCI di recente fondazione. Nella seconda parte della mattinata ci dividiamo nei vari gruppi nei quali siamo chiamati ad esprimerci in relazione ai vari ambiti in cui il coordinamento regionale ha articolato il progetto del prossimo triennio (2018-2020):
1. Dimensione nazionale; 2. Percorso regionale;
3. Formazione; 4. Comunicazione;
5. Sviluppo; 6. Progetti, iniziative, imprese;
7. Rapporti con associazioni scout; 8. Zone.
Uno scambio di pareri e di esperienze che raccolti nel verbale potranno servire ai coordinatori regionali per avere il polso della situazione delle varie comunità e componenti del Masci.
Bel momento è stata la condivisione del pranzo preparato con generosità e competenza dai capi e dal Clan del Gruppo scout di Valdagno. Come ci ha ricordato Maurizio in questa occasione abbiamo potuto toccare con mano la bellezza di essere serviti. Non è solo il Masci a fare e ad organizzare. In occasioni come queste possiamo anche trovare qualcuno che prepara le cose per noi. Si serve adeguatamente solo se prima si è fatta l’esperienza di qualcuno che si è donato gratuitamente per noi, nello stile tipicamente scout dell’essenzialità e della semplicità. Non è in fondo questo il segreto profondo della riuscita di ogni cosa: la gratuità, la mancanza di doppi fini, di interessi nascosti …
È arrivato poi il momento forse più atteso, più emozionante e suggestivo. Il piccolo pellegrinaggio con la salita al Santuario della Madonna di Panisacco e alla Croce Scout, la Croce Giubilare che il Masci regionale ha eretto nell’anno 2000. Ai suoi
piedi, in una sorta di scrigno di metallo sono custodite le Carte di Comunità elaborate dalle oltre sessanta comunità della nostra regione. Per le comunità più recenti è stata l’occasione di deporre la propria nuova carta; per altre comunità, più navigate, si è trattato di sostituire quella vecchia con una nuova. Perché la Carta può esser rifatta, in tutto o in parte, dal momento che essa non rappresenta uno statuto fisso e rigido, ma una sorta di espressione di fede che ogni comunità fa’ propria esprimendola di nuovo con le parole che i nuovi tempi, le nuove situazioni ed esperienze possono suggerire. Non un punto di arrivo, ma un punto di partenza, da rivedere in continuazione.
È stato un momento molto suggestivo. Assiepati attorno alla croce, come sopra una immaginaria cima, dinanzi alle guglie del Pasubio illuminato dallo splendido sole autunnale, abbiamo ascoltato le parole con cui le diverse comunità hanno voluto condividere il lavoro che le ha portate alla stesura della propria Carta di comunità.
Le parole - caratterizzate dall’essenzialità e prive di qualsiasi risvolto di retorica, anche per stare dentro i tempi stabiliti - sono state veramente adatte al momento che abbiamo vissuto: lasciando ad ognuno, come scout e cristiano, il proprio spazio di adesione personale al simbolo della Croce, e al simbolo di questa Croce in particolare. Ricordiamo l’impegno di salire su questo colle come Masci ogni due anni (o tre come si è proposto in uno dei gruppi di lavoro al mattino) per rinnovare in certo modo la nostra adesione agli ideali dello scoutismo. Perché, come dice la bella preghiera incisa sulla Croce e consegnata a tutti noi,

La strada inizia
ai piedi della croce
che illumina i nostri passi
sulle vie del mondo.
Le orme lasciate sono luce
che abbiamo creato vivendo,
e quando qualcuno, dopo di noi.
ripercorrerà lo stesso cammino,
si accorgerà di essere
sulla strada giusta,
insieme,
mano nella mano …

Scesi dal monte, la celebrazione dell’Eucaristia, presieduta dall’AE regionale don Francesco, ha segnato la conclusione di una giornata molto bella e significativa.
Un grazie riconoscente ai coordinatori Maurizio, Chiara, alla nuova eletta Monica e a tutti i fratelli della Zona di Vicenza, che hanno reso possibile questo nostro ritrovarci assieme.

Stefano Costa
Comunità La Soca Caldiero1

 

 



 


Assemblea Regionale ELETTIVA

A Valdagno (VI)

17/09/2017

assvaldagno2017.01

 

 

 

 

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