assemblea regionale,

  • Impressioni di... Valdagno - Comunità Caldiero1 (VR)



    IMPRESSIONI DI... VALDAGNO

     

    Ciao Monica&Maurizio, vi mando un articolo scritto dal mio Magister sull'esperienza di Valdagno;

    è una piccola risposta alla sollecitazione giusta di avere dei riscontri su l'operato del nostro Movimento nei diversi livelli.
    ciao e buon lavoro
    Silvana, Comunità di Caldiero (Verona)

     

     

    17 Settembre 2017

    A Valdagno Assemblea Regionale MASCI Veneto

    Siamo partiti in pochi, senza particolari entusiasmi, ma con la consapevolezza dell’importanza di questo impegno regionale. Comporta sempre un piccolo sforzo partecipare ad eventi come questo, anche se l’esperienza insegna che ogni volta che si partecipa si torna a casa decisamente arricchiti. Ogni atto che aiuta ad allargare la visuale e il cerchio dei nostri rapporti è scomodo e, al contempo, arricchente.
    La giornata si apre ufficialmente, al nostro arrivo in una Valdagno deserta, all’insegna del cielo uggioso e plumbeo che avvolge spesso questa zona. Già l’atto di parcheggiare l’auto lungo la via che corre a fianco dell’enorme complesso industriale Marzotto è un’azione significativa, che invita alla riflessione.
    Ammiriamo al nostro fianco questi esempi di recente “Archeologia industriale”. Che strano! Una volta per archeologia si intendevano i resti della presenza umana risalente a millenni or sono. In questo caso il termine archeologia si riferisce ad edifici risalenti a un secolo fa’, edifici il cui ciclo vitale si è sviluppato ed esaurito nell’arco di qualche decennio.
    La nostra assemblea elettiva si celebra in un paese in cui tutto - monumenti, case, industrie, servizi urbani … - parla dell’opera del cavaliere o conte Marzotto. Un maestoso monumento, in prossimità del centro storico, lo raffigura imponente, dinanzi ai simboli del suo lavoro, con gli estremi della sua vita 1820-1910.
    Valdagno è un paese che è cresciuto ed è prosperato grazie alle industrie dei tessuti. Un paese che ha accompagnato, in anni a noi più vicini, l’inevitabile declino di una realtà industriale tanto massiccia, ma che ha saputo conservare una sua forte vitalità. Come a dire che non esiste mai la parola fine: anche da un processo di declino possono nascere segnali di una nuova, inedita, vitalità. La vitalità di un paese, o di un movimento, comunque di gente disposta ad andare avanti, a continuare il proprio processo di crescita. Anche questo c’entra con le tematiche del MASCI: soprattutto la tematica riguardante la formazione. Formazione è attitudine tipica della persona che sa rimettersi in gioco in continuazione, rimodulando la propria identità, le proprie convinzioni a seconda dei differenti stimoli che la realtà lo obbliga ad affrontare. E rimettersi in gioco vuol dire anche saper cambiare, per crescere. Non continuiamo a parlare di formazione permanente? Di consapevolezza di dover crescere sempre, in modo speciale come adulti?
    Come è cambiato, nel passato, questo centro grazie all’avvento della fortuna dei tessuti? E come deve esser cambiato, nuovamente, quando queste industrie hanno preso un’altra strada! E’ cambiato, appunto, non morto!
    Per restare in tema di suggestioni immaginifiche: il tempo tetro e nuvoloso che, al nostro arrivo di primo mattino, ci ha fatto incontrare un paese assonnato e deserto è stato sostituito, al momento della nostra partenza, da un pomeriggio pieno di sole
    luminoso e dalla presenza di tanti giovani che si destreggiavano nella piazza e nelle vie del centro storico in diverse attrazioni ed esercizi sportivi di un tempo.
    Non abbiamo avuto il tempo di visitarla, ma dal piccolo approccio che abbiamo avuto con lei è rimasta l’immagine di una cittadina ancora capace di esprimere tanta vitalità.
    Dal declino una nuova vitalità. Ottimo pensiero per ricominciare il cammino Masci di questo nuovo anno. Certo che il bagaglio del passato può essere anche una realtà pesante, per certi versi incombente. Cosa c’entrano questi enormi edifici con la realtà odierna di questo centro? Quanta gente ci ha lavorato in passato. E oggi cosa rimane di loro? Potranno ancora servire a qualcosa? Tutto sembra parlare di un passato che non c’è più. Eppure la storia va avanti, la vita prosegue, è un divenire incamminato sempre in direzione del futuro. E vi è appunto storia, vi è vita quando si è capaci di immaginarci il futuro, anche a partire da un passato tanto ricco.
    Iniziamo con semplicità e decisione i lavori della giornata.
    Dopo la significativa preghiera iniziale passiamo all’elezione della coordinatrice che affiancherà Maurizio dopo che Chiara è entrata nel Nazionale. Si tratta di Monica di Monastier, un gruppo MASCI di recente fondazione. Nella seconda parte della mattinata ci dividiamo nei vari gruppi nei quali siamo chiamati ad esprimerci in relazione ai vari ambiti in cui il coordinamento regionale ha articolato il progetto del prossimo triennio (2018-2020):
    1. Dimensione nazionale; 2. Percorso regionale;
    3. Formazione; 4. Comunicazione;
    5. Sviluppo; 6. Progetti, iniziative, imprese;
    7. Rapporti con associazioni scout; 8. Zone.
    Uno scambio di pareri e di esperienze che raccolti nel verbale potranno servire ai coordinatori regionali per avere il polso della situazione delle varie comunità e componenti del Masci.
    Bel momento è stata la condivisione del pranzo preparato con generosità e competenza dai capi e dal Clan del Gruppo scout di Valdagno. Come ci ha ricordato Maurizio in questa occasione abbiamo potuto toccare con mano la bellezza di essere serviti. Non è solo il Masci a fare e ad organizzare. In occasioni come queste possiamo anche trovare qualcuno che prepara le cose per noi. Si serve adeguatamente solo se prima si è fatta l’esperienza di qualcuno che si è donato gratuitamente per noi, nello stile tipicamente scout dell’essenzialità e della semplicità. Non è in fondo questo il segreto profondo della riuscita di ogni cosa: la gratuità, la mancanza di doppi fini, di interessi nascosti …
    È arrivato poi il momento forse più atteso, più emozionante e suggestivo. Il piccolo pellegrinaggio con la salita al Santuario della Madonna di Panisacco e alla Croce Scout, la Croce Giubilare che il Masci regionale ha eretto nell’anno 2000. Ai suoi
    piedi, in una sorta di scrigno di metallo sono custodite le Carte di Comunità elaborate dalle oltre sessanta comunità della nostra regione. Per le comunità più recenti è stata l’occasione di deporre la propria nuova carta; per altre comunità, più navigate, si è trattato di sostituire quella vecchia con una nuova. Perché la Carta può esser rifatta, in tutto o in parte, dal momento che essa non rappresenta uno statuto fisso e rigido, ma una sorta di espressione di fede che ogni comunità fa’ propria esprimendola di nuovo con le parole che i nuovi tempi, le nuove situazioni ed esperienze possono suggerire. Non un punto di arrivo, ma un punto di partenza, da rivedere in continuazione.
    È stato un momento molto suggestivo. Assiepati attorno alla croce, come sopra una immaginaria cima, dinanzi alle guglie del Pasubio illuminato dallo splendido sole autunnale, abbiamo ascoltato le parole con cui le diverse comunità hanno voluto condividere il lavoro che le ha portate alla stesura della propria Carta di comunità.
    Le parole - caratterizzate dall’essenzialità e prive di qualsiasi risvolto di retorica, anche per stare dentro i tempi stabiliti - sono state veramente adatte al momento che abbiamo vissuto: lasciando ad ognuno, come scout e cristiano, il proprio spazio di adesione personale al simbolo della Croce, e al simbolo di questa Croce in particolare. Ricordiamo l’impegno di salire su questo colle come Masci ogni due anni (o tre come si è proposto in uno dei gruppi di lavoro al mattino) per rinnovare in certo modo la nostra adesione agli ideali dello scoutismo. Perché, come dice la bella preghiera incisa sulla Croce e consegnata a tutti noi,

    La strada inizia
    ai piedi della croce
    che illumina i nostri passi
    sulle vie del mondo.
    Le orme lasciate sono luce
    che abbiamo creato vivendo,
    e quando qualcuno, dopo di noi.
    ripercorrerà lo stesso cammino,
    si accorgerà di essere
    sulla strada giusta,
    insieme,
    mano nella mano …

    Scesi dal monte, la celebrazione dell’Eucaristia, presieduta dall’AE regionale don Francesco, ha segnato la conclusione di una giornata molto bella e significativa.
    Un grazie riconoscente ai coordinatori Maurizio, Chiara, alla nuova eletta Monica e a tutti i fratelli della Zona di Vicenza, che hanno reso possibile questo nostro ritrovarci assieme.

    Stefano Costa
    Comunità La Soca Caldiero1

     

     



     

  • Invito allo Squero di Treviso 2017



     

    SQUERO A TREVISO

     

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    pubblicato sf 11/01/2017


     

  • Invito allo Squero di Venezia 2017



     

    SQUERO A VENEZIA 19/03/1979

     

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    Con la speranza di vedervi in molti, un caro saluto e un abbraccio fraterno
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    MASCI VENETO
     
    ISCRIZIONE SQUERO 19/03/2017
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    pubblicato sf 28/02/2017

     

  • Spostamento data assemblea regionale



     

    Spostamento data ASSEMBLEA REGIONALE

    spostamentoassregsett17

     

     

    Pubblicato SF 25/05/2017


     

  • Squero a Lendinara 2016 NOTIZIE TECNICO LOGISTICHE


    Squero a Lendinara 2016 NOTIZIE TECNICO LOGISTICHE

    2016.04.03lendinara

    A tutti gli Adulti Scout del Veneto

    Carissimi, come da programma, il prossimo Squero sarà il giorno 3 aprile sul tema : EDUCARCI AD UNA “CITTADINANZA ECOLOGICA”:fare il bene, il buono, il bello.
    Saremo ospiti della nuova comunità di Lendinara (RO). 
    L’obiettivo dello Squero è quello di confrontarci sui nuovi stili di vita che come Adulti Scout dovremmo mettere in pratica. 
    Ci darà una mano Padre Adriano Sella direttore della Rete interdiocesana Stili di vita. 
    Sarà presente allo Squero anche il nostro Segretario Nazionale Luigi Cioffi. 
    Lo Squero inizierà con le iscrizioni dalle ore 8,30 alle ore 9.00 e terminerà alle ore 16.30 con la possibilità di visitare, poi, le bellezze storiche della città di Lendinara che riportiamo nel foglio allegato, accompagnati da guide esperte. Il programma particolareggiato e le altre notizie logistiche, comprese le indicazioni per arrivare sul posto, vi saranno comunicate al più presto. 
    Visto il numero di partecipanti degli ultimi Squeri, abbiamo assolutamente bisogno, per motivi logistici: - che ci comunichiate entro mercoledì 23 marzo il numero degli A.S. della vostra comunità che intendono partecipare; - che vengano indicate il numero delle persone interessate alla visita guidata della città; - se c’è necessità del servizio kinderheim - eventuali persone che hanno difficoltà a fare strada. 
     Chiediamo ai Coordinatori di fare un indirizzario con i numeri di telefono dei magister della loro zona in modo che le comunità che hanno problemi di mezzi di trasporto possano accordarsi per fare il viaggio con altre comunità. 
     Un fraterno saluto 
     I vostri Animatori e Assistente Regionali Chiara, Maurizio e Don Francesco

    Per chi vuole scaricare l'invito in PDF clicchi qui.

    Per chi vuole scaricare la visita a Lendinara in PDF clicchi qui.

    pubblicato SF 19.03.2016


     

  • Squero a Lendinara 2016 NOTIZIE TECNICO LOGISTICHE (2)


    Squero a Lendinara 2016 NOTIZIE TECNICO LOGISTICHE

    2016.04.03squerolendinara1

     

    2016.04.03squerolendinara2

     

    Per chi vuole scaricare le notizie in PDF clicchi qui.

    Per chi vuole scaricare la visita a Lendinara in PDF clicchi qui.

    pubblicato SF 19.03.2016


     

  • Squero a Verona - i contenuti per chi non c'era


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    INTRODUZIONE ALLO SQUERO DEI SEGRETARI REGIONALI Maurizio e Chiara

     

    Viviamo in un tempo di esasperata ricerca del benessere individuale, di consumo, di efficienza, di immagine, di ricerca del successo, nel quale cerchiamo di allontanare e rimuovere tutte quelle condizioni e realtà che ci parlano di fragilità, di sofferenza...

    Fragilità: il significato del termine deriva da “frangere”, ossia spezzare, ridurre in frammenti. Fragile è dunque ciò che può spezzarsi. Un esempio significativo è la fragilità nel creato e nelle creature, un concetto che riguarda essenzialmente la vita umana e assume una connotazione sostanzialmente negativa...

    Viviamo in un tempo in cui fioriscono o si consolidano alcuni miti, come quello dell’individuo efficiente fisicamente e psicologicamente, esteticamente perfetto (o quasi), di successo, eticamente norma a se stesso. Il non raggiungere questo modello esaspera in ciascuno di noi il senso del limite e della fragilità...

    Sofferenza: la malattia è considerata da molti solo come una condizione che peggiora la qualità della vita o come una lesione della dignità della persona umana, una condizione che riduce il valore della persona ed è vissuta come un male assoluto, come la contraddizione delle aspirazioni più profonde, la delusione delle speranze, la perdita del senso. Vediamo queste realtà come una minaccia per la nostra identità, le nostre sicurezze, il nostro equilibrio, come un problema, una grande paura...

    Viviamo in un tempo in cui è affermata una cultura di emarginazione che contagia tutti, quella che Papa Francesco chiama “cultura dello scarto”. La vita umana, la persona, non sono più sentite come valore primario da rispettare e tutelare. Abbiamo perso la percezione di essere creature che in ogni stagione della vita ed in tutte le generazioni hanno fatto e fanno esperienza di fragilità, di precarietà, di prova, di sofferenza.

    Tutti abbiamo fatto esperienze di fragilità anche solo per il fatto che siamo stati bambini o abbiamo contratto almeno una malattia e la dimensione della fragilità umana è una delle grandi aree dell’esperienza personale e sociale verso cui siamo chiamati ad essere particolarmente sensibili. Questo diventa il problema culturale, nel senso che incide in modo decisivo sulla nostra concezione della vita. E’ palpabile l’esperienza di disagio e a volte anche di rifiuto verso la penosità che la realtà dell’esistenza di ogni uomo può presentare. Si parla allora di fragilità come “problema”, di qualcosa che non viene mai ricercata, difficile da accettare, e che si cerca di nascondere, di limitare. Soffriamo insomma troppo le nostre fragilità e non sappiamo più accettarle.

    Viviamo in un tempo in cui spesso, di fronte alla malattia mortale, l’uomo reagisce riducendo le proprie attese, indebolendo i rapporti con gli altri, rifiutando la vita. Altre volte, come è testimonianza di molti, è la malattia stessa a segnare l’inizio di una vita nuova, perché è nuovo il significato che si da ad ogni prezioso istante, al rapporto con se stessi, con gli altri, con il trascendente.

    La fragilità dell’uomo può dirsi voluta dal nostro Creatore? Come sarebbe la vita senza il dolore? Un piccolo contributo, un’immagine suggestiva al riguardo ci viene data da Roberto Benigni nel suo discorso in vaticano di presentazione del nuovo libro di Papa Francesco scritto con il giornalista Andrea Tornielli “Il nome di Dio è misericordia” di cui proponiamo alcuni brevi spezzoni...

    Questo squero vuole darci l’opportunità di riflettere su queste sfide per aprire gli occhi su noi stessi, rimetterci in questione, comprendere ciò che è veramente essenziale e può aiutarci ad accettare le nostre fragilità, dare senso al soffrire per vivere in pienezza la nostra vita ed essere felici.

    Oltre alle esperienze, testimonianze di questa mattina, abbiamo chiesto un contributo a Padre Edoardo Gavotti e a Maurizio Ferraro incaricato regionale del foulards blancs.

    Abbiamo chiesto

    PER L’INTERVENTO DI PADRE EDOARDO GAVOTTI

    Quale dignità dare alla fragilità umana; quali punti di forza scoprire in essa?

    Quale comprensione della fragilità e sofferenza umana per una coscienza matura?

    Quali atteggiamenti dovremmo fare nostri per accettare le situazioni di fragilità e passare dalla paura alla speranza, dal dolore alla gioia?

    Intervento Padre Garavotti formato .docx

    Intervento Padre Garafotti formato .pdf

     

    PER L’INTERVENTO F.B. MAURIZIO FERRARO

    Presentazione della comunità F.B. e della sua proposta

    Come la proposta educativa dello scoutismo vive, si nutre, serve la realtà della sofferenza dei malati a Lourdes? Quale il messaggio di crescita umana e spirituale?

    Testimonianza Maurizio Ferraro dei Foulard Blancs .docx

    Testimonianza Maurizio Ferraro dei Foulard Blancs .pdf

     

    collegino panoramica

     

     

    Inseriremo presto la galleria fotografica.

     

  • Squero a Verona 2016 NOTIZIE TECNICO LOGISTICHE


    2016.01.24squerovr0

     

    2016.01.24squerovr1

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